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Giovanna Botteri e lo strano motivo per cui lo studio Rai a Pechino rimane vuoto

Questa sera, “Rai Scoglio 24” (il canale di Striscia “dedicato” alla Rai) torna a occuparsi degli uffici RAI di Pechino, da oltre 5 mesi orfani di Giovanna Botteri, e per i quali viale Mazzini spende comunque circa 800 mila euro l’anno.

Eravamo da giorni in attesa di sapere perché la RAI mantenesse aperta la sede di Pechino pur senza Giovanna Botteri. Oggi si è svelato l’arcano. «In questo momento la Cina ha i confini chiusi», ha candidamente dichiarato, intervistata da Maurizio Costanzo ai microfoni di Isoradio, la ex inviata dai fronti di guerra. «Ci sono due colleghi della Stampa che sono rimasti là perché avevano il permesso di soggiorno, che a me nel frattempo è scaduto» si è giustificata.

Ora, passi la spiegazione del permesso di soggiorno scaduto, che non sembra certo all’altezza di una giornalista esperta come la Botteri, nota per essere stata capace addirittura di raccontare in esclusiva mondiale l'inizio dei bombardamenti su Baghdad nel 2003. Ma la cosa che appare più singolare è che Botteri affermi che le frontiere cinesi siano al momento ancora chiuse. Con una semplice verifica Striscia la notizia ha potuto accertare che seguendo i protocolli previsti è ancora possibile entrare in Cina per motivi di lavoro e lo confermano i voli che sono stati organizzati per esempio dalla Camera di Commercio ItaloCinese.