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Mafia: dopo i servizi di Striscia, sciolto il consiglio comunale di Guardavalle

Il Consiglio dei ministri del 22 febbraio ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Guardavalle, in provincia di Catanzaro. Si tratta del paese balzato agli onori della cronaca dopo che Striscia aveva acceso i riflettori su una statua donata dalla famiglia ‘ndrina Gallace.

Nel servizio realizzato da Vittorio Brumotti e andato in onda il 16 dicembre 2019, veniva denunciato il posizionamento della statua di Sant’Agazio proprio di fronte al municipio.

Intervistato dal nostro inviato, Giuseppe Ussia, il sindaco del paese in provincia di Catanzaro aveva così risposto: «Per me non è un problema, la famiglia Gallace ha pagato il suo conto con la giustizia (il boss è in carcere con una condanna all’ergastolo per omicidio, ndr), ma se dei cittadini chiedessero di rimuoverla lo farei, basterebbe una lettera con le firme, nessuno deve avere paura».

A telecamere spente, però, il primo cittadino aveva confessato: «Se tolgo la statua mi sparano».


Giorni dopo la statua è stata rimossa, ma la vicenda intanto si era ingigantita fino ad arrivare in Parlamento.

Nove mesi dopo, l’invio della commissione d’accesso che ha passato al setaccio tutta l’attività amministrativa del Comune e ha prodotto una relazione inviata alla Prefettura, che ha ritenuto ci fossero elementi per richiedere lo scioglimento del consiglio comunale per ingerenza della criminalità organizzata. provvedimento reso ufficiale ora dalla delibera del Consiglio dei ministri.

Come si legge sulla Gazzetta del Sud, per il Comune di Guardavalle si tratta del secondo scioglimento del consiglio, dopo quello avvenuto nel 2003 per infiltrazione mafiosa.