Ecco alcuni estratti dell'intervista:
Fra le numerose novità del celebre tg satirico ideato da Antonio Ricci – andato in onda quest’anno per la prima volta in prime time con 5 serate e oggi al gran finale di questa edizione – sicuramente spicca il numero delle Veline: ben sei.
Ancora adesso, purtroppo, sui social (ma non solo) ci sono persone che parlano male di questa figura presente nel programma di Striscia la notizia.
“Haters” – per così dire – che hanno da criticare su tutto: da cosa indossano le Veline fino alla loro utilità all’interno del programma.
Ma prima di parlare e commentare (troppo spesso) a sproposito senza sapere nulla di ciò di cui si sta parlando, sarebbe bene informarsi o perlomeno cercare di capire il lavoro che c’è dietro alla figura della Velina.
Noi de “La Ragione” siamo voluti andare oltre la superficialità di certi preconcetti e abbiamo parlato direttamente con le sei Veline: Lavinia Circeo, Nausica Marasca, Ginevra Festa, Lara Granata, Virginia Stablum e Alessia Anzioli.
Le Veline si sentono delle “donne-oggetto”? Ecco le loro risposte.
Lavinia Circeo

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” che non hanno di meglio da fare che insultare online – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla (facendo riferimento alle veline ma non solo: anche a vallette, soubrette, presentatrici ecc…) di “donna-oggetto” in televisione?
Le critiche degli haters verso le donne che fanno parte del mondo dello spettacolo sono sempre state oggetto di polemica da parte di chi non riesce ad andare oltre l’apparenza. Dietro ogni donna c’è una personalità, una testa pensante, tanto sacrificio e ore di lavoro incessanti. Valorizzare l’estetica non deve essere motivo di pregiudizio perché la bellezza è un dono, non è solo ciò che si vede con gli occhi. (…)
Nausica Marasca

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” che non hanno di meglio da fare che insultare online – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla (facendo riferimento alle veline ma non solo: anche a vallette, soubrette, presentatrici ecc…) di “donna-oggetto” in televisione?
La fortuna della società attuale è la possibilità di essere libere il che, purtroppo, ancora non è possibile in molti paesi. E noi, libere, abbiamo scelto di essere veline non oggetti. Ragazze determinate che hanno come obiettivo quello di crescere personalmente e lavorativamente come tutte le altre persone. Basti soltanto pensare a tutta la carriera fatta dalle ex veline! L’oggettificazione implica ridurre una persona al suo corpo ma, come ben potete leggere, noi possiamo anche parlare! Il ruolo delle veline fa parte di tutto un linguaggio televisivo, satirico come il programma, scelto consapevolmente. Non è oggettificazione se una donna sceglie di valorizzare la sua immagine come vuole! (…)
Ginevra Festa

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – che insultano online, cosa rispondi a chi parla di “donna-oggetto” in televisione?
Rispondo che oggi una donna è oggetto solo se non ha scelta. Io scelgo di stare su quel palco, con consapevolezza. So cosa rappresenta quel ruolo e lo rispetto. Spesso si giudica senza conoscere il lavoro e la professionalità che ci sono dietro. Striscia è un programma con una storia importante e una struttura molto seria. Ridurre tutto a un’etichetta è troppo semplice. Le critiche fanno parte dell’esposizione, ma io preferisco concentrarmi sulla crescita e su ciò che costruisco ogni giorno. (…)
Lara Granata

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – che insultano online, cosa rispondi a chi parla di “donna-oggetto” in televisione?
Di solito cerco di non dare attenzione a haters o commenti negativi, non ne vale la pena. Sono consapevole che non si può piacere a tutti e che le critiche fanno parte dell’esposizione, ma è importante distinguere critiche costruttive da giudizi sterili. Donna oggetto? Da ballerina ho sempre vissuto il mio corpo come uno strumento di lavoro e di espressione, non come qualcosa di passivo o una decorazione silenziosa. E poi come ha detto Antonio Ricci le veline servono a mantenere il clima del varietà per ricordare che striscia è spettacolo e non verità. (…)
Virginia Stablum

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – che insultano online, cosa rispondi a chi parla di “donna-oggetto” in televisione?
Credo che oggi la vera differenza la faccia la consapevolezza e la scelta. Una donna non è un “oggetto” se è lei a decidere chi essere, cosa fare e come usare la propria immagine. Il problema non è il ruolo, ma lo sguardo con cui viene giudicato. Io sono orgogliosa di aver trasformato la mia immagine anche in uno strumento per costruire un’azienda, un’identità e un messaggio: ogni donna può essere molto di più di come viene etichettata. Gli haters parlano, ma chi crea, fa. (…)
Alessia Anzioli

Riguardo ai cosiddetti “haters” – i “leoni da tastiera” – cosa rispondi a chi, ancora adesso, parla di “donna-oggetto” in televisione?
Rispondo con un sorriso, perché la cattiveria spesso nasconde solo insoddisfazione. A chi parla di “donna-oggetto” direi di venire a vedere quanta costanza, impegno e dedizione dedichiamo. Usare la propria bellezza e il proprio talento è una scelta nostra, libera e consapevole. Il vero sessismo non è ballare in tv, ma pensare che una donna non possa decidere cosa fare del proprio corpo o della propria carriera. Noi ci divertiamo, lavoriamo sodo e ci sentiamo belle e brave. Agli haters mando un bacio… e consiglio di ballare un po’ di più, che rilassa! (…)
Leggi l’intervista integrale al link qui di seguito.
