Il 25 marzo si celebra la Giornata internazionale in memoria delle vittime della schiavitù: un’occasione per ricordare il disumano commercio di esseri umani, durato per oltre 400 anni.
Se usando il termine “schiavitù” si evoca soprattutto la tratta che deportò verso le Americhe circa 15 milioni di persone tra donne, bambini e uomini, non vanno dimenticate le sofferenze causate dalla feroce e triste pagina del colonialismo, anche italiano.
Tanti africani di origini eritree, etiopi, somali e libiche furono prelevati dalle colonie italiane per diventare “attrazioni” dell’impero fascista da sfoggiare in occasione della Mostra d’Oltremare a Napoli. Queste persone diventarono poi prigionieri dopo l’entrata in guerra dell’Italia. Alcuni di loro riuscirono a fuggire e a unirsi ai partigiani comandati dall’istriano Mario Depangher, come ci racconta Rajae Bezzaz in questo servizio di Striscia del 25 aprile 2023.
Questo servizio – realizzato in parte nel cimitero militare di San Severino Marche, in provincia di Macerata – ci aiuta dunque a ricordare che il popolo africano ha partecipato alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, come documenta la lapide di Carlo Abbamagal, cittadino etiope, ricordato in qualità di “eroe partigiano” del battaglione Mario. Una brigata in cui si parlavano ben otto lingue differenti, composta da soltati di undici nazionalità e di tre religioni diverse: cristiani, musulmani ed ebrei. Nel servizio tra gli intervistati c’è anche Raoul Paciaroni, Direttore onorario dell’archivio storico di San Severino.
