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Acerra, allarme acque contaminate. Un incubo che dura 20 anni di cui Striscia si occupò già nel 2009

Acerra, allarme acque contaminate. Un incubo che dura 20 anni di cui Striscia si occupò già nel 2009

Acerra, allarme acque contaminate. Un incubo che dura 20 anni di cui Striscia si occupò già nel 2009

Allarme acque sotterranee contaminate in Campania: uno studio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha rilevato il superamento dei limiti di legge per sostanze cancerogene come tricloroetilene (Tce) e tetracloroetilene (Pce) in diverse aree della regione, con criticità particolarmente elevate nella Terra dei Fuochi.

Tra i territori sotto osservazione c’è anche Acerra, dove destano preoccupazione gli elevati valori di Tce nelle acque di falda, sostanza associata a tumori del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin. La Regione Campania ha chiesto alle Asl verifiche urgenti sanitarie, ambientali e sulla filiera agroalimentare. Si tratta, in realtà, di un problema ventennale che ha portato, negli anni, al sequestro di decine di pozzi artesiani nella zona.

Luca Abete, nel dicembre del 2009, ci portava in una delle zone più fertili della Campania: Acerra. Il Comune è tristemente noto anche per essere al centro della “Terra dei Fuochi”. Qui documentava le problematiche relative ad un pozzo, uno di quelli chiusi nel 2002 perché inquinati e per il quale veniva disposto il divieto di uso irriguo nonché la chiusura. Tuttavia, l’ordinanza non veniva rispettata, con i rischi per la salute che ne conseguivano. L’inviato documentava poi altri scempi ambientali del territorio. Si parlava in particolare dei pozzi-pilota, finanziati dal Governo con 5 milioni di euro, e mai entrati in funzione:

Nel 2011 Abete tornava sul posto per vedere se qualcosa fosse cambiato ma…

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