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I fratelli Antonini rinviati a giudizio: i re delle auto accusati di bancarotta fraudolenta

Erano stati arrestati il 17 gennaio scorso con l'accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento della "World car srl". Ora per i fratelli Giuseppe e Mauro Antonini, eredi dello storico commerciante multimarche di auto, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. I due sono stati invitati a presentarsi il 10 ottobre per l'udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Monza Federica Centonze.

In seguito a un interrogatorio con gli inquirenti, Mauro Antonini aveva ottenuto gli arresti domiciliari, mentre il fratello Giuseppe era rimasto diversi mesi dietro le sbarre prima di ottenere a sua volta gli arresti domiciliari. 

Le indagini della Guardia di Finanza della Compagnia di Seveso erano iniziate nel 2017. Secondo l'accusa, i due, amministratori di fatto di una concessionaria di auto plurimarca, hanno trasferito l'intera azienda a favore di una nuova società, la "A2 car srl", in cui sarebbero confluite somme di denaro pari a circa un milione di euro.

I fratelli Antonini sono inoltre accusati di aver intascato 400mila euro circa attraverso i conti correnti della società, giustificando i passaggi come pagamenti per attività di consulenza ritenute dagli inquirenti inesistenti.

In un nulla di fatto, per ora, le denunce dei clienti dell'autosalone che si erano rivolti a Striscia per riavere i soldi spesi per le automobili pagate e mai consegnate. Le indagini sono, infatti, ancora in corso per via dell'alto numero di persone che si sono rivolte alle autorità competenti che ora dovranno analizzare una a una le varie posizioni.