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Roma, Pronto Soccorso nel caos: la testimonianza shock dal San Camillo

Arriva una nuova testimonianza shock sulla situazione sanitaria nel Lazio.

È il 24 maggio quando Antonella Vittore, 47 anni, cade dal motorino e chiama un'ambulanza. Dopo una attesa di circa 40 minuti, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la donna viene trasportata all'Ospedale San Camillo di Roma.

Come lei stessa racconta, lì dove iniziati i problemi: “Ho aspettato diciotto ore al pronto soccorso in condizioni disumane. Quel giorno c'erano stati parecchi accessi. Quindi col piede sanguinante e addosso il tremore della scarica di adrenalina, sono stata messa su una barella e portata in quello che chiamano 'la zona nuova del PS'. Praticamente uno stanzone-bunker in cui c'erano più o meno 60 malati.

Secondo la denuncia effettuata dalla Vittore, davanti ai suoi occhi si è aperto uno scenario apocalittico: pazienti abbandonati sui letti, imploranti aiuto, che chiedevano medicinali, antidolorifici e coperte.

La situazione ha raggiunto l'apice quando la donna si è accorta che: “Sulla barella alla mia c'era un signore con un colorito stranissimo. Lo guardavo e pensavo che dovesse stare proprio male... Sembrava morto... Ebbene, ho realizzato solo dopo un po' che era morto davvero”.

Stando a quanto riportato dalla giovane, l'uomo sarebbe rimasto senza battito cardiaco ea torso nudo su una barella abbandonata nel PS per oltre un'ora prima che due infermieri lo coprissero con un telo.

La situazione descritta da Antonella Vittore non sorprenderà il pubblico di Striscia la Notizia. Diverse volte, infatti, nel corso del tempo, il programma ha testimoniato le precarie condizioni in cui i pazienti sono costretti all'interno del Pronto Soccorso dell'Ospedale San Camillo.

Jimmy Ghione già nel 2015, si era recato sul posto dopo numerose numerose da parte dei cittadini. In questa occasione, le telecamere di Striscia erano riuscite a riprendere lo stato dei corridoi del Pronto Soccorso: barelle sistemate in qualsiasi spazio possibile, persone costrette a mangiare sul lettino perché sprovviste di un tavolo d'appoggio, uomini e donne bloccati lì da giorni.


Nel marzo del 2017, le telecamere del TG Satirico erano tornate all’interno dell’Ospedale, per mostrare come, a distanza di tempo, la situazione fosse rimasta invariata.


Ma la malasanità e il caos all'interno del Pronto Soccorso non è solo un problema del San Camillo. Striscia ha più volte sottolineato come la criticità all'interno delle strutture sanitarie sia un problema che riguarda tutto il Paese.
Moltissime le testimonianze che provengono da pazienti che hanno dovuto subire la stessa trafila in altri Ospedali come il Cardarelli di Napoli o Villa Sofia - Cervello di Palermo.
Lì più volte sono state documentate le stesse scene mostrate all'interno del San Camillo: letti sparsi in ogni dove, attese infinite e lamentele insistenti da parte di persone abbandonate a loro stesse.