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Al Bano e l'Ucraina fanno pace: il cantante fuori dalla black list

Torna il sereno tra Al Bano e l’Ucraina dopo la vicenda della black list che aveva visto coinvolto il cantante, considerato una minaccia per la sicurezza nazionale.

Lo scorso marzo la notizia dell’inserimento dell’ugola di Cellino San Marco nella lista nera aveva fatto sorridere in molti. Ad annunciarlo era stata l'agenzia Interfax spiegando che l'elenco degli individui in "black list" è compilato dal Ministero della Cultura ucraino sulla base delle richieste avanzate dal Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, dal Servizio di sicurezza e dal Consiglio nazionale ucraino di televisione e radio.

Ma l’artista non è certo rimasto a guardare e aveva fatto sapere tramite il suo avvocato che avrebbe fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Lo stesso legale, Cristiano Magaletti, oggi fa sapere: «Tutto chiarito col nuovo governo. Ringrazio l’ambasciata, che ci ha aiutato nel dialogo per chiarire la posizione neutrale di Al Bano: le sue competenze sono artistiche, musicali e la sua visione è e sarà sempre pacificista», ha spiegato facendo riferimento alle presunte dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni dal suo assistito in favore dell’annessione della Crimea alla Russia, alla base della decisione dell’Ucraina di inserirlo nella black list.

All’epoca Al Bano aveva respinto ogni accusa. Oggi commenta: «Essendo un cantante e non un politico - ha detto - non mi sono mai interessato della vicenda. I media italiani, senza andare in profondità e senza interessarsi al diritto internazionale su questo caso, mi hanno abbinato dichiarazioni riguardo a questioni che non sono di mia competenza. Essendo stato coinvolto, senza volerlo, nella questione, ho preso atto della posizione della comunità internazionale riguardante l’integrità territoriale dell’Ucraina inclusa la Crimea, così come affermano i documenti dell’Onu, dell’Ue, della Nato e di altre organizzazioni internazionali, nonché della posizione ufficiale del mio stesso governo italiano».

All’indomani della notizia, ecco come aveva commentato la vicenda ai nostri microfoni in occasione della consegna dello speciale Tapiro d’oro consegnatogli da Valerio Staffelli.