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Che fine ha fatto Fortnite? Il videogioco inghiottito da un buco nero

Fortnite è scomparso. Così, in un lunedì di metà ottobre. Un asteroide è arrivato a sconvolgere il mondo virtuale del videogioco, l’isola in cui si combattono battaglie reali con cento concorrenti per volta, ognuno però rigorosamente a casa propria.

Tutto è finito all’improvviso, un intero ecosistema risucchiato in un buco nero di fronte agli occhi sgomenti di milioni di giocatori collegati contemporaneamente per un momento definito epico.

La mossa di Epic, la compagnia che ha ideato il game, fa pensare che si tratti di una strategia di marketing per un nuovo lancio. L’indizio principale: la chiamata a raccolta per l’evento speciale soprannominato “Fortnite - The End”, quello che ha determinato la pioggia di meteoriti e poi – appunto – l’immagine di un buco nero.

Da quel momento non è stato più possibile eseguire nessuna azione per i giocatori.

Molti sono convinti che si tratti davvero della fine. Ipotesi improbabile, considerato che la Epic Games incassa ogni mese circa 300 milioni di dollari dagli utilizzatori. Questi ultimi sono talmente fedeli e scioccati, da essere rimasti incollati allo schermo in 100mila a guardare l’immagine del buco nero.

Numeri che fanno riflettere sulla pervasività di questo videogioco, non a caso definito fenomeno, e del quale Marco Camisani Calzolari ci aveva già parlato spiegando il funzionamento.


Per il momento dalla casa produttrice non è arrivato nessun segnale che possa far intendere che si tratti della fine o di un nuovo inizio. L’attesa spasmodica è per l’11esima stagione, che spiegherebbe perché così tanti utenti siano rimasti lì immobili ad aspettare che succedesse qualcosa. Ognuno, ovviamente, dal proprio divano.

Dopo il crollo nell’utilizzo di Fortnite, per diverse ore non è stato possibile accedere neanche agli altri giochi della compagnia. Problema, quest’ultimo, che sembra essere stato risolto.

Intanto, su Twitter non si sono fatti attendere gli sfottò, con meme che prendono in giro i giocatori già in astinenza.

Redazione web Striscia la notizia