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Clamorosa censura della Gazzetta del Mezzogiorno: pubblica le dichiarazioni dei legali di Mingo, condannato per truffa, e non dà spazio alle precisazioni di Striscia

Lo scorso 16 dicembre la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato le dichiarazioni dei legali di Mingo e della moglie all'indomani della condanna a un anno e due mesi di reclusione per i reati di truffa, falso e diffamazione ai danni di Striscia.

Nell'articolo si leggono frasi in totale contrapposizione con la realtà dei fatti come per esempio quella in cui si sostiene che i loro assistiti "sottolineano di aver dimostrato la loro estraneità ai fatti a loro ascritti, raggiungendo la formula assolutoria per i fatti più gravi".

Sorpresa da queste dichiarazioni Striscia la notizia si è sentita in obbligo di inviare al giornale delle precisazioni, che però non sono mai state pubblicate.

"Con riferimento alle dichiarazioni dei legali di Mingo & consorte, “Striscia la Notizia” ricorda che il Tribunale di Bari ha condannato Mingo per il delitto di truffa ai danni del Gruppo Mediaset, per avere realizzato servizi falsi all’insaputa del telegiornale satirico di Canale 5.

Mingo, che aveva ripetutamente affermato – con dichiarazioni riprese da tutta la stampa – di avere sempre agito su indicazione degli autori di Milano, è stato anche riconosciuto responsabile del reato di diffamazione aggravata e, proprio in ragione di quelle falsità, dovrà ora risarcire ad Antonio Ricci e agli altri autori di Milano un’ingente somma già a titolo di provvisionale.

Solo il decorso della prescrizione ha poi costretto al Tribunale a dichiarare l’estinzione di molti dei delitti contestati agli imputati, nonostante la loro responsabilità fosse stata accertata nel corso del processo.

Infine, l’assoluzione da alcune delle gravi accuse ipotizzate dalla Procura è stata pronunciata solo con la formula dubitativa; mentre ben quattro testimoni che avevano reso dichiarazioni in favore degli imputati (tra cui un collaboratore del Vs. Giornale) sono stati ritenuti mendaci e, per ordine del Giudice, dovranno ora affrontare un procedimento per falsa testimonianza.

In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, è dunque evidente – già alla luce del dispositivo – che Mingo e la moglie non hanno per nulla “dimostrato la loro estraneità ai fatti ascritti”, come del resto conferma la loro condanna ad un anno e due mesi di reclusione".

Come interpretare il comportamento di un giornale che dà spazio a un condannato e "dimentica" di pubblicare una rettifica della controparte? Forse la Gazzetta del Mezzogiorno ha ritenuto opportuno non far sapere ai propri lettori che uno dei suoi collaboratori dovrà affrontare un procedimento per falsa testimonianza?

Se non è censura questa...