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Colombia-gate, sostituito l'ad di Fincantieri Giuseppe Bono: il ruolo di Cassa depositi e prestiti nell'affare

Prosegue l’inchiesta di Striscia la notizia, che da oltre un mese si occupa  del caso della vendita di armi alla Colombia con presunto intermediario Massimo D’Alema: un affare da 4 miliardi per Leonardo e Fincantieri, con 80 milioni di euro di possibili provvigioni per i mediatori.

Ieri, a pochi giorni dall’audizione in Commissione Difesa del Senato, è stato sostituito l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, dopo 20 anni alla guida dell’azienda a partecipazione statale. Al suo posto, Cassa Depositi e Prestiti - la società, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, che detiene circa il 70% di Fincantieri - ha indicato come nuovo ad Pierroberto Folgiero. «Vuoi vedere che Cdp si è arrabbiata con Bono e l’hanno sostituito?», si chiede Pinuccio, ricordando che però anche Cdp è coinvolta nell’affare italo-colombiano. Lo stesso D’Alema al telefono aveva garantito agli interlocutori colombiani di aver ottenuto la copertura assicurativa per il piano finanziario, «che prevede il pagamento del 15% da parte della Colombia e il resto viene pagato da un consorzio di banche con la garanzia dello Stato italiano». E sempre Cdp, attraverso la Sace, aveva dato disponibilità a una copertura finanziaria nel caso in cui fosse andato in porto l'affare italo-colombiano.

All’inviato del Tg satirico non resta che domandarsi: «E Alessandro Profumo, ad di Leonardo, quando lo sostituiscono?».
Il servizio completo questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35).