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Il “pasticciaccio” del voto all’estero: questa sera Pinuccio intervista una scrutatrice

Il “pasticciaccio” del voto all’estero: questa sera Pinuccio intervista una scrutatrice

Il “pasticciaccio” del voto all’estero: questa sera Pinuccio intervista una scrutatrice

Dopo le testimonianze di chi risiede oltreconfine, l’inviato del tg satirico stasera raccoglie le dichiarazioni di una scrutatrice che, in Italia e precisamente a Rho (Milano), si è occupata dello spoglio delle schede in arrivo dall’Europa.

«Al seggio nessuno mi ha chiesto la carta d’identità, avrei potuto essere chiunque», dichiara la donna, che aggiunge: «Potevamo usare la penna per tutte le schede bianche o per annullare il voto di quelle compilate. Non c’era alcun tipo di controllo». La stessa persona risponde a Pinuccio sulle voci dei voti non trovati: «C’era chi diceva che “se a inizio spoglio abbiamo 550 schede e alla fine risultano 540 voti, dieci li facciamo sparire…”. Se si fosse voluto distruggere qualche scheda per far quadrare i conti si sarebbe potuto».

Uno scenario preoccupante, come testimoniato anche da Rocco Papapietro, un candidato che è riuscito a entrare nella sede dello spoglio di Napoli: «Abbiamo riscontrato molte schede con una grafia simile, in relazione alla preferenza. Chiederemo una perizia calligrafica, sperando di esserci sbagliati, anche se so che altri rappresentanti di lista hanno riscontrato lo stesso caos».

Intanto, non cessano le segnalazioni di questo tipo provenienti da tutto il mondo, che spingono Pinuccio a rilanciare l’appello al futuro Ministro dell’Interno: «Perché non introdurre il voto elettronico all’estero?».

Il servizio completo questa sera a Striscia la notizia.

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