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Niente Tampon Tax (di nuovo): bocciato ancora una volta l'emendamento per ridurre l'Iva

Questa Tampon Tax non s’ha da fare. Anche questa volta è stata bocciata la proposta per abbassare l’Iva sugli assorbenti, ormai argomento di dibattito da anni. 
La commissione Finanze della Camera ha infatti dichiarato inammissibile l’emendamento al decreto fiscale presentato da Laura Boldrini, quello che riguardava l’articolo 45. 

La mozione, firmata da altre 32 deputate di vari gruppi politici proponeva la riduzione dal 22% al 10% su tamponi e assorbenti: «Perché non sono beni di lusso, ma una necessità», aveva scritto la deputata su Twitter.

«L'abbassamento dell'Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili è doveroso - aveva aggiunto ieri -. Una battaglia che intendiamo portare a termine anche per chi come Civati non ha mai smesso di impegnarcisi». Oggi arriva l’ennesimo stop. 

Questo il testo della poposta: «Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l'aliquota del 10 per cento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633», aggiungendo che nella categoria «prodotti sanitari e igienici femminili» venissero quindi inclusi «assorbenti igienici esterni, tamponi interni, coppe e spugne mestruali».
Niente da fare, però, l’Iva rimane al 22%, ossia la tassazione prevista per i beni di lusso.

Striscia è stata la prima a occuparsi di questo tema, non solo fiscale, ma sociale. Fin dal 2017 la nostra Rajae si è interessata di raccogliere l’appello di personaggi del mondo dello spettacolo per sensibilizzare il pubblico sulla questione. 

Lo scorso anno, poi, il movimento Onda Rosa aveva lanciato una petizione promossa su change.org che aveva raccolto circa 225mila firme. Il PD aveva presentato quindi un emendamento, respinto dalla Commissione Bilancio nel maggio 2019 per mancanza di coperture finanziarie. Secondo l’allora presidente della commissione Carla Ruocco, l’operazione sarebbe costata allo Stato 212 milioni. 

Peccato che le dichiarazioni della Ruocco erano state seguite da quelle di Francesco d’Uva dei 5 Stelle, che a Omnibus aveva dichiarato: «Non abbiamo abbassato l’Iva sugli assorbenti perché non c’era la copertura finanziaria in quel provvedimento. E, in più, noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili».
Parole che avevano scatenato l’ira di parecchie donne e anche di qualche uomo, specie sui social. 

Abbassare l’Iva sugli assorbenti sarebbe un segno di civiltà, come più volte abbiamo cercato di sottolineare nei nostri servizi. Ecco qualche numero di quanto costi alle donne italiane acquistare tamponi e pannolini ogni anno.


Tutto da rifare, ancora una volta.



Redazione web Striscia la notizia