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Caso Soumahoro, la “profezia” di Antonio Ricci in Me Tapiro

Caso Soumahoro, la “profezia” di Antonio Ricci in Me Tapiro

Caso Soumahoro, la “profezia” di Antonio Ricci in Me Tapiro

«Il paradosso della Sinistra è la necessità di costruire un Pantheon per le allodole», scriveva Antonio Ricci in Me Tapiro, anno 2017. Parole più che mai attuali oggi alla luce del caso di Aboubakar Soumahoro.

Riportiamo qui un passaggio particolarmente “profetico” del testo di Ricci sulla volontà della sinistra italiana di creare una Chiesa con annesso l’indispensabile Phanteon per le allodole: «Un luogo sacro e sberluccicante, per ospitare dei e semidei in grado di richiamare facili prede. Assurgono nel cielo laicista vecchi tromboni, archistar patibolari, artisti con la barba, attori miracolati, ma non miracolosi. Il problema – prosegue Antonio Ricci – è che i normali processi di canonizzazione giustamente durano anni e riguardano persone defunte. La Chiesa millenaria ha i suoi tempi. I compagnucci della parrocchietta, invece, hanno bisogno del Santo Subito». 

Peccato, però, che «in vita l’eletto di turno possiede necessariamente meno sacralità ed è possibile verificare la sua condizione di beota più che di beato. Non è mai successo che un Santo Subito venga ucciso da uno di destra, preferiscono suicidarsi o ammazzarsi fra loro. Firmamento di meteore. I Santi Subito, alla lunga, non attirano nuovi fedeli, ma producono ex voto, nel senso di astensione alle urne e agnosticismo diffuso».

(Me tapiro, da pagina 160. Mondadori 2017)

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