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Clamorosa autorete de La Stampa

Con un ritardo di tre giorni, La Stampa ha pubblicato la nostra smentita all'articolo di Massimiliano Panarari sul fuorionda di Matteo Renzi. Ma, nonostante le rassicurazioni ricevute, è stata pubblicata censurata.

Panarari ha fatto manipolare la nostra replica.

Si sono scandalizzati per il filmato, quando loro sono i primi a manipolare.
Ecco il motivo di tanta indignazione, i manipolatori vogliono l'esclusiva della manipolazione.

Qui le prove.

Questa, infatti, la versione da noi inviata il 25 settembre e già pubblicata il giorno dopo sul nostro sito.

"Gentile Direttore,

in merito all’articolo dal titolo “Il video del Renzi falso. L’ultimo salto di qualità nella manipolazione tv” (La Stampa, 25 settembre), precisiamo che Massimiliano Panarari afferma il falso quando scrive che solo in seconda battuta il filmato era stato qualificato da noi come fake sul sito e sui social.

Come lei ben sa, avendolo pubblicato sul suo giornale il 20 settembre, ne avevamo già dato notizia in conferenza stampa davanti a decine e decine di giornalisti.

Il Panarari, non solo non legge il giornale per cui scrive, ma neppure vede integralmente le trasmissioni di cui si perita di discettare. Infatti, in uscita dal filmato (riferendosi a Renzi), Ezio Greggio e Michelle Hunziker così commentavano:

Greggio: “Ma è lui o non è lui? Certo che non è lui!”

Michelle: “Ma è identico!”

Greggio: “Ma scusi, secondo lei Renzi può dire cose di questo tipo?”

Michelle: “Certo!”

Greggio: “Ma no, al massimo le pensa, ma non le dice, non le dice, non le dice…”

Nei titoli di coda della trasmissione, inoltre, veniva chiaramente specificato: “La voce di Matteo Renzi è di Claudio Lauretta”.

Siamo anche rimasti molto delusi che il Panarari, da grandissimo esperto di comunicazione, pur citandolo, non si sia accorto che l’”ESCLUSIVO” posto a sinistra del teleschermo sia stato volutamente scritto con gli stessi caratteri degli “ESCLUSIVO” di Barbara d’Urso.

Da 31 anni Striscia esemplifica, scova e combatte quelle che un tempo venivano chiamate bufale e oggi sono diventate fake news, insinua il dubbio con il suo stile provocatorio che di certo non può piacere a chi è completamente privo di ironia.

Purtroppo anche noi abbiamo un interrogativo inquietante: chi salverà le democrazie liberali dal Panarari già autore di un saggio fake, la cui scientificità era basata sulle scie chimiche?

L’ufficio stampa di Striscia la notizia"

Questa, invece, la versione riportata oggi sul quotidiano.

"Gentile Direttore,

in merito all’articolo dal titolo “Il video del Renzi falso. L’ultimo salto di qualità nella manipolazione tv” (La Stampa, 25 settembre), precisiamo che Massimiliano Panarari afferma il falso quando scrive che solo in seconda battuta il filmato era stato qualificato da noi come fake sul sito e sui social.

Come lei ben sa, avendolo pubblicato sul suo giornale il 20 settembre, ne avevamo già dato notizia in conferenza stampa davanti a decine e decine di giornalisti.

Il Panarari, non solo non legge il giornale per cui scrive, ma neppure vede integralmente le trasmissioni di cui si perita di discettare. Infatti, in uscita dal filmato (riferendosi a Renzi), Ezio Greggio e Michelle Hunziker così commentavano:

Greggio: “Ma è lui o non è lui? Certo che non è lui!”

Michelle: “Ma è identico!”

Greggio: “Ma scusi, secondo lei Renzi può dire cose di questo tipo?”

Michelle: “Certo!”

Greggio: “Ma no, al massimo le pensa, ma non le dice, non le dice, non le dice…”

Nei titoli di coda della trasmissione, inoltre, veniva chiaramente specificato: “La voce di Matteo Renzi è di Claudio Lauretta”.

Da 31 anni Striscia esemplifica, scova e combatte quelle che un tempo venivano chiamate bufale e oggi sono diventate fake news, insinua il dubbio con il suo stile provocatorio che di certo non può piacere a chi è completamente privo di ironia.

L’ufficio stampa di Striscia la notizia"


Ecco il video della discordia, con la relativa spiegazione dei conduttori, andato in onda nella prima puntata di Striscia del 23 settembre.


Qui, invece, l'annuncio di Antonio Ricci, di fronte a decine e decine di giornalisti sull'inquietante provocazione che avrebbe lanciato nella prima puntata.