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Colombiagate: dopo l'inchiesta di Striscia, anche l'ad di Fincantieri ammette il coinvolgimento di D'Alema nell'affare

Prosegue l’inchiesta di Striscia la notizia, che da oltre un mese si occupa del caso della vendita di armi alla Colombia con presunto intermediario Massimo D’Alema: un affare da 4 miliardi per Leonardo e Fincantieri, con 80 milioni di euro di possibili provvigioni per i mediatori.

Dopo l’audizione alla commissione Difesa del Senato dell’amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo, che aveva ammesso ufficialmente il coinvolgimento dell’ex premier nella trattativa, ieri è stato il turno dell’ad di Fincantieri Giuseppe Bono, che ha risposto ad alcune delle domande poste dal senatore Maurizio Gasparri. Della famosa riunione a Bogotá, dove quattro manager Fincantieri (ma perché tra i presenti è stato sospeso dall’azienda solo Giuseppe Giordo?) hanno incontrato membri del ministero della difesa colombiano, l’ad dice di aver saputo solo il giorno prima, confermando però che il contatto lo aveva procurato proprio Massimo D’Alema.

Nella stessa audizione è emerso un altro fatto importante: il generale Luciano Portolano, segretario generale della difesa e direttore nazionale degli armamenti, ha raccontato che nel 2021, su specifica richiesta di Leonardo, una delegazione colombiana aveva visitato l’aeronautica militare e le strutture della scuola di volo di Galatina (Lecce) per avviare una trattativa per la compravendita di aerei M-346. Contrattazione interrotta dallo stesso generale per «evitare ogni forma di interferenza» con un’altra privata, probabilmente proprio quella di D'Alema.

«Perché, se c’è già l’interlocuzione tra due stati per vendere le armi, lo Stato si ferma per agevolare una trattativa privata? A vantaggio di chi?», si domanda Pinuccio.
 
Il servizio completo questa sera a Striscia la notizia.