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Colombiagate: dopo l'inchiesta di Striscia l'ad di Leonardo Profumo ammette il coinvolgimento di D'Alema nell'affare

L’amministratore delegato di Leonardo era presente alla videocall con Massimo D'Alema e i colombiani, i quali però all’ultimo non si sono collegati. Alessandro Profumo lo ha dichiarato questa mattina alla commissione Difesa del Senato ammettendo il coinvolgimento dell’ex premier nella trattativa, dopo l’inchiesta di Striscia la notizia che da settimane si occupa della vendita di armi alla Colombia con presunto intermediario Massimo D’Alema (un affare da 4 miliardi per Leonardo e Fincantieri e con 80 milioni di euro di possibili provvigioni per i mediatori).

«Il presidente D’Alema, anche in relazione alla sua storia istituzionale, ha prospettato a Leonardo che queste opportunità potessero essere maggiormente concrete», ha detto Profumo rispondendo al senatore Maurizio Gasparri, «ma fin da subito ha chiarito che sarebbe rimasto del tutto estraneo alle future eventuali attività di intermediazione». Riguardo invece allo studio Robert Allen Law di Miami, l’ad ha ammesso che era stata avviata un'interlocuzione con loro, ma che non si era arrivati a una sottoscrizione del contratto.

L’ad ha però specificato che l’ex premier non aveva alcun mandato, formale o informale, per trattare per conto di Leonardo e che comunque non avrebbe guadagnato niente dall'affare. Dichiarazioni in netto contrasto con le intercettazioni, in cui si sente chiaramente D’Alema dire che tutti i compensi sarebbero stati divisi a metà con la parte colombiana.

Il servizio completo questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35).