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Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, perché bisogna fare di più

Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale per prevenire lo spreco alimentare, giunta alla sua settima edizione e che intende sensibilizzare utenti e cittadini sull’importanza di non buttare via il cibo.

Stando ai dati diffusi da Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), su scala globale oltre un terzo degli alimenti prodotti vengono sprecati, mentre su scala nazionale il dato raggiunge il 50%.

Per la “Campagna spreco zero”, promotrice di questa giornata di sensibilizzazione, sono oltre 2 milioni e 200mila le tonnellate di cibo che vengono buttate ogni anno nelle case degli italiani, l’equivalente di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro.

Numeri che non si possono più ignorare, specie se si considera che, secondo alcuni studi, lo spreco alimentare potrebbe incidere anche sull’inquinamento ambientale.

Ne avevamo parlato poche settimane fa nella rubrica di Cristina Gabetti “Occhio al futuro”.


Approfittando della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, durante un intervento a Roma, ha ricordato quanto ancora il problema sia grave: ben 800 milioni di persone non riescono a mangiare, a fronte di 600 milioni di persone che – al contrario – mangiano troppo.

“Noi come ministero dell’Ambiente – ha affermato Costa -  crediamo molto in questa lotta, tanto che dal 1° gennaio ho creato la prima Direzione generale per l’economia circolare che si occuperà anche di spreco. Inoltre, il 29 settembre sarà la prima giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi voluta dall’Onu e sarà il giorno in cui si svolgerà a Milano la ‘Youth for the Cop’, l’evento giovani della Cop26 sul clima che vede l’Italia in partnership con l’Inghilterra. I ragazzi di tutto il mondo verranno nel nostro Paese per scrivere la ‘Carta dei giovani sul clima’ che poi presenteranno alla pre-Cop, sempre a Milano. Di fatto entreranno nei meccanismi negoziali e lo spreco alimentare sarà uno dei temi che entrerà in agenda. Perché lo spreco alimentare è anche un problema ambientale, per dispendio di materie prime, energia, risorse”.

In divenire anche un accordo tra il ministero e il mondo della ristorazione per aderire a un progetto plastic-free e anti spreco. “Sono tutti step – ha osservato il ministro – tanti mattoncini che raccontano il nostro impegno concreto in questa battaglia”.
 
Ognuno di noi, però, nel suo piccolo può fare qualcosa per limitare la quantità di cibo che finisce in spazzatura. L’Unione nazionale dei consumatori a tal proposito ha stilato un vademecum in dieci punti affinché si riducano gli sprechi nelle famiglie.
 
1) Prima di andare al supermercato, preparare la lista della spesa, pianificando i pasti della settimana.

2) Scegliere gli alimenti con una vita residua più lunga (spesso sono quelli meno in vista negli scaffali del supermercato).

3) Non fare la spesa a stomaco vuoto: il carrello si riempirà più facilmente di prodotti inutili.

4) Occhio ai formati convenienza: il 3X2 conviene solo se si consuma effettivamente il prodotto, altrimenti aumenta solo il rischio che finisca nella spazzatura.

5) Una volta a casa, riporre con attenzione la spesa: gli alimenti più “nuovi” con una data di scadenza più lontana vanno dietro, mentre avanti vanno riposti quelli più vecchi per consumarli prima.

6) La temperatura ideale per il frigorifero è di 4 gradi.

7) Riporre, in frigo, ogni alimento nel posto giusto (frutta e verdura nei cassetti: pece e carne cruda al primo piano; carne cotta al secondo; affettati e formaggi più in alto; conserve aperte e uova ancora più su): in questo modo gli alimenti si conserveranno più a lungo.

8) Congelare gli alimenti che avanzano scrivendo sul contenitore la data.

9) Ricordare che gli alimenti scongelati e poi cotti possono essere ricongelati.

10) Consiglio della nonna: prima di buttare, aprire, odorare, assaggiare e poi decidere
 
 
Redazione web Striscia la notizia

 Foto di Jasmin Sessler da Pixabay