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Maxi blitz ai “Narcos” del Parco delle Groane, la piazza di spaccio più grande del Nord Italia

Maxi blitz ai “Narcos” del Parco delle Groane, la piazza di spaccio più grande del Nord Italia

Maxi blitz ai “Narcos” del Parco delle Groane, la piazza di spaccio più grande del Nord Italia

Dietro il blitz di ieri, 20 dicembre, ci sono anni di lavoro e di indagini: all’interno del parco delle Groane, tra le province di Milano, Monza e Varese, sono state smascherate due organizzazioni criminali che gestivano una rete organizzata di smercio di cocaina, eroina e hashish. Sono state arrestate 24 persone (più 2 latitanti), molte delle quali armate di pistole e machete, che si spartivano il business multimilionario della più vasta piazza di spaccio del Nord Italia.

Vittorio Brumotti di Striscia la notizia, qualche settimana fa, era andato in missione al Parco delle Groane per documentare l’attività di spaccio H24. Una “spedizione” estremamente pericolosa: uno spacciatore lo aveva minacciato con un machete.

Il mercato della droga in mano a organizzazioni internazionali

Le indagini gestite dai carabinieri di Cesano Maderno e della compagnia di Desio andavano avanti da tre anni agli ordini del tenente Maurizio Guadalupi. Le misure cautelari, ordinate dai gip dei tribunali di Milano e Monza, hanno colpito non solo gli spacciatori al dettaglio, ma anche i livelli superiori dell’organizzazione.  Gli spacciatori erano per lo più nordafricani, ma anche italiani e albanesi. Le procure distrettuali di Milano e Monza hanno emesso due distinte misure cautelari rivolte a una maggioranza di pusher magrebini.

Il business non si è mai fermato, neanche per il Covid

Tutto è partito nel 2019, a seguito dell’aggressione di due immigrati senegalesi a colpi di machete e di pistola ai confini del Parco, che si estende su più Comuni brianzoli. Il “business” offriva un ampio mercato di sostanze stupefacenti disponibili a tutte le ore del giorno e della notte. Gli spacciatori si nascondevano tra la fitta vegetazione armati: nulla poteva fermarli, né il Covid e neppure le più difficili condizioni meteorologiche (è stata documentata un’intensa attività anche durante l’abbondante nevicata dell’anno scorso). L’importazione avveniva soprattutto dall’Olanda per quanto riguarda cocaina ed eroina e dalla Spagna per l’hashish. Inoltre, la struttura era verticalizzata e poteva fare affidamento su alcuni addetti alla vigilanza come autisti e fornitori specifici per ogni tipologia di stupefacente.

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