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Niente patrocinio per la sagra che ha invitato il cantante neomelodico: "Inneggia alla mafia"

I rapper neomelodici fanno ancora discutere, specie quelli siciliani che cantano in napoletano e inneggiano alla mafia.

Un tema di cui vi avevamo già parlato in un servizio di Stefania Petyx. Immagini di esecuzioni, vendette, sparatorie, agguati a bordo di scooter sono all’ordine del giorno per alcuni nuovi professionisti della rima. Da qui diverse polemiche sull’opportunità di dare a questi cantanti la possibilità di diffondere certi messaggi.

L’ultima diatriba riguarda quella che vede protagonista il palermitano Daniele De Martino, invitato a esibirsi il 20 ottobre dall’associazione che organizza la sagra del calzone di cipolla di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari.

L’amministrazione comunale, infatti, si è indignata per l’accaduto e ha deciso di non patrocinare la manifestazione e «di non dare un centesimo, a differenza degli anni precedenti».

«Acquaviva - spiega il primo cittadino al Giornale di Sicilia - vuole buttarsi definitivamente alle spalle il suo passato macchiato dalla criminalità. Questo rapper piace molto ai ragazzini ma anche, purtroppo, ai malavitosi: i più giovani potrebbero essere influenzati dai suoi messaggi, e questo è un rischio che non possiamo correre».

Per questo motivo, al momento, il patrocinio gratuito alla sagra è sospeso fino a quando non saranno accolte le richieste del Comune e cioè: eliminare tra i brani in scaletta i due più espliciti, “Comando io” e “Nu guaglione e quartiere” e proiettare prima dell’esibizione un video con messaggi sulla legalità e contro la mafia.
«Sarebbe bello se lo stesso cantante sul palco prendesse le distanze da questo mondo», ha aggiunto il sindaco.

Il primo brano è tra quelli che vi avevamo mostrato nel servizio di Stefania Petyx, in cui un figlio uscito dal carcere vendica la morte del padre uccidendo il suo assassino al grido di «La vendetta fa parte della mia dignità».

Stando agli ultimi aggiornamenti la richiesta sulle canzoni sembra sia stata accettata, mentre alla seconda è stata bollata dagli organizzatori come una «pagliacciata».
«De Martino - aggiungono - non costituisce affatto un cattivo esempio».

Noi vi proponiamo il servizio in cui scorrono le immagini del suo video. Giudicate voi.