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Stop ai diplomifici: una vittoria anche per Striscia, decine i nostri servizi sul tema

Stop ai diplomifici: una vittoria anche per Striscia, decine i nostri servizi sul tema

Stop ai diplomifici: una vittoria anche per Striscia, decine i nostri servizi sul tema

Basta con i diplomifici: una pratica diffusa di cui Striscia la notizia si occupa da oltre quindici anni con i servizi di Luca Abete, Max Laudadio, Moreno Morello e di altri inviati. La novità di queste ore riguarda la revoca dello status di “scuole paritarie” a 47 istituti di secondo grado in Campania, Lazio e Sicilia. È stata così annunciata la chiusura del piano straordinario di vigilanza promosso dal Ministero dell’Istruzione a novembre, che ha portato a controlli in 70 scuole. “Ribadiamo il nostro impegno costante per garantire standard di qualità a tutti gli studenti, che frequentino scuole statali o paritarie” ha detto il ministro Giuseppe Valditara.
I controlli hanno evidenziato numerose irregolarità o violazioni, anche relative al “⁠funzionamento di più classi quinte collaterali, con alto tasso di studenti residenti fuori regione (fino al 90%) dei quali non è dichiarato il domicilio vicino alla scuola ai fini di una regolare frequenza scolastica” oppure alla “grave inosservanza delle disposizioni vigenti in materia di esami di idoneità ed esami integrativi” e le “⁠lacune e incongruenze nella tenuta dei registri cartacei ed elettronici che minano la veridicità di quanto attestato”.

Diplomi facili in cambio di denaro, le inchieste

L’impegno indefesso di tanti inviati del tg satirico di Antonio Ricci a favore di un sistema di istruzione che garantisca legalità ed equità emerge in servizi come quello di Luca Abete del 7 gennaio 2016, in cui un attore viene mandato in un istituto paritario di Napoli che garantisce il diploma dietro il pagamento di una lauta cifra. Il ragazzo finge di non aver conseguito l’idoneità nemmeno al primo anno della scuola per geometri, di cui vorrebbe ottenere il diploma. Il titolare prima si vanta della sua lunga carriera, sostenendo che avrebbe fatto diplomare in 40 anni di attività da 50.000 a 70.000 persone, tra cui alcuni personaggi famosi, poi garantisce al gancio di Striscia che, iscrivendosi in quel momento, entro giugno sosterrà gli esami di Maturità. Quanto alla frequenza, assicura che basta recarsi a scuola ogni 15 giorni, anche solo per un’oretta. Per l’esame che dovrà sostenere con tre membri esterni e tre membri interni, più il presidente di Commissione, basterà studiare bene una tesina concernente “due argomenti per sei materie”, che gli consegnerà già pronta. Il dirigente passa poi ai costi: 3.000 euro in tutto. Abete entra quindi in azione e intercetta il titolare della scuola per strada, complimentandosi con lui per la sua attività di lunga data come “diplomatore”. L’uomo gli risponde che ha di certo sbagliato persona.…

Anche Max Laudadio ha spesso stigmatizzato con le sue inchieste certe “pratiche che stanno avvelenando il sistema scolastico italiano”, permettendo ai ragazzi di non frequentare e diplomarsi. Nel servizio del 14 febbraio 2011 una ragazza-gancio incontra un signore che, secondo varie segnalazioni, girava l’Italia per vendere diplomi di maturità a prezzi considerevoli. Gli scritti della Maturità, tra le altre cose, avrebbero potuto essere interamente copiati, eccetto il tema. Il venditore assicura alla giovane che non dovrà studiare nulla o quasi, ma solo recarsi a Napoli qualche volta. Il costo dell’intera operazione è di 6.500 euro, pagabili in due anni. Laudadio, spazientito per il persistere di vendite illegali di diplomi, si “trasforma” allora in una cicala costretta a ripetere sempre le stesse cose: rivediamo il verde Cicalotto!

Ma non finisce qui perché in questo excursus emergono molte altre inchieste, che è possibile rivedere sul sito di Striscia la notizia: servizi che hanno riguardato gran parte del territorio nazionale e che testimoniano quanto la prassi sia da tempo in voga in tutta Italia. Tornando indietro nel tempo ricordiamo tra gli approfondimenti firmati da Moreno Morello anche quello del 6 dicembre 2011 in cui l’inviato indaga su una scuola privata di Reggio Emilia in cui sarebbe possibile conseguire la licenza superiore per 5.000 euro. Una referente dell’istituto invita l’attore di Striscia che va a chiedere informazioni “ad abbassare l’ansia di qualche grado”, poi gli fa l’occhiolino. E quando il gancio chiede di avere delle garanzie, la signora replica che si viene bocciati solo se non ci si presenta agli esami, ma che non può dirgli di più, altrimenti può andare a finire su Striscia la Notizia. Quando alla fine Morello va di persona nella sede di questa scuola, porta un finto studente attempato, con tanto di orecchie da somaro

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