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U-Mask, spunta fuori una nuova certificazione (ma non per il modello ritirato dal Ministero)

Striscia la notizia e Moreno Morello tornano sull’inchiesta U-Mask, la mascherina amata dai vip in tutto il mondo, ma la cui vendita è stata vietata da qualche giorno in Italia dal Ministero della Salute perché testata in un laboratorio abusivo.

U-Mask ha recentemente pubblicato dei nuovi test, da cui risulterebbe una filtrazione del 99%. Ma qualcosa non torna: «I nuovi test realizzati – spiega Daniele Barbone, direttore del laboratorio BpSec – riguardano delle pezze quadrangolari non univocamente collegabili alla U-Mask Model 2, la mascherina ritirata dal commercio. Quel test non è utilizzabile per dimostrare la conformità del dispositivo». Infatti, basta cliccare sul sito della startup di Betta Maggio per accorgersi che le precedenti certificazioni si riferivano alla “Model 2” – oggetto dell’inchiesta di Striscia – mentre quelle nuove riportano la denominazione “Model R1”.
 
Il tg satirico di Antonio Ricci ha iniziato a occuparsi a dicembre 2020 della vicenda U-Mask, mascherina le cui prestazioni sono paragonate dall’azienda che la produce a quelle di dispositivi di protezione individuale (FFP2 o FFP3), ma che dai test di Striscia (20 prove eseguite su 20 campioni di U-Mask) avrebbe in realtà una capacità di filtrazione sotto la soglia prevista per legge e inferiore anche a quella di una comune chirurgica da 50 centesimi. Altroconsumo avrebbe per il momento declinato l’invito di Striscia a un confronto tra i rispettivi laboratori che avevano effettuato test sulla filtrazione di U-Mask Model 2. Su U-Mask è tuttora in corso un’indagine della Procura di Milano ed è stata aperta un’istruttoria da parte dell’Antitrust.

Anche la stampa spagnola ha parlato in questi giorni dell’inchiesta di Striscia sulla mascherina usata da molti campioni di Formula 1.