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Cardarelli, medici rassegnano le dimissioni. Il sovraffollamento crea disagio

Sono 25 i medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli che hanno scritto una lettera di preavviso di dimissioni. Il gesto si è reso necessario come segno di protesta per le sempre più difficili e insostenibili condizioni in cui verte il reparto.

La protesta, sostenuta dalla Cgil Funzione Pubblica, ha lo scopo di denunciare il sovraffollamento del pronto soccorso dell’Ospedale partenopeo che, come si legge nella nota del sindacato: “non garantisce la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e degli stessi pazienti, ma soprattutto lede la dignità dei cittadini, in un momento di fragilità, e la dignità degli operatori sanitari.”.

La situazione nel corso degli anni non è mai migliorata come dimostrano i molteplici servizi di Striscia la notizia dedicati alle condizioni di disagio in cui da tempo versa il Cardarelli.
Già molti anni fa le nostre telecamere si erano recate a Napoli dove Luca Abete aveva denunciato lo stato di emergenza di molti reparti dell’Ospedale, raccogliendo la testimonianza di moltissime persone ricoverate in condizioni discutibili.


Pianerottoli intasati, barelle in mezzo alle scale nelle quali i pazienti sono stipati per giorni, non sono dunque una novità per il “popolo di Striscia”.

Moltissimi negli anni sono i video e le segnalazioni arrivate dal nostro pubblico che ha lamentato disservizi e condizioni degradanti che i ricoverati e i loro cari sono costretti a vivere all’interno dell’azienda ospedaliera, dove sembrerebbe che ogni posto è adeguato per inserire una barella.


Ad oggi, oltre la denuncia da parte dei cittadini, si aggiunge quella dei medici i quali vivono di riflesso una situazione ormai allo stremo.

Secondo ilsussidiario.net negli ultimi tempi inoltre, proprio a causa del sovraffollamento del Pronto Soccorso, sembrerebbe che i dirigenti abbiano deciso di chiudere per alcune ore gli ingressi al reparto.

Il direttore generale dell’ospedale Cardarelli, Peppe Longo, spiega sulle pagine del Corriere della Sera che, data l’emergenza sanitaria da Covid- 19: “Subiamo una pressione straordinaria. Questo anche perché molti ospedali sono ancora in fase di riconversione.”.

Pino Visone, delegato aziendale della Funzione Pubblica CGIL, lamenta una situazione critica in tutti gli ospedali della Campania ma: “al Cardarelli ha superato i confini ordinari ed è diventata ingestibile, perché i decisori politici nicchiano e non affrontano il problema. La chiusura di tanti ospedali del centro storico ha trasformato questo nosocomio in ricettacolo di tutto e di più, con ovvie e naturali conseguenze sugli interventi per i pazienti.”.

Dopo la decisione dei medici di presentare il preavviso di dimissioni, l’azienda ospedaliera ha dichiarato che ha: “attivato ogni possibile provvedimento atto a decongestionare il DEA e ripristinare in tempi brevi la normale attività”.