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Milano, continuano i furti in metro. Bottino da 9.000 euro

Non si arrestano i furti e i borseggi a Milano. Come mostrato ripetutamente da Striscia negli ultimi mesi, ogni giorno sui mezzi pubblici meneghini sono centinaia i tentativi, spesso riusciti, di derubare turisti e cittadini.

E proprio nelle ultime ore è balzata agli onori della cronaca la notizia di due turiste del Kuwait vittime di furto alla fermata “Centrale” della metro gialla. Il bottino, di circa 9.000, è stato ritrovato dalla security Atm e dagli agenti Polmetro addosso a due donne croate di 30 e 25 anni.

Una delle due borseggiatrici, al momento del fermo, ha cercato di gettare per terra il portafoglio per sviare le forze dell’ordine, ma senza successo. L’operazione di recupero del denaro è andata a buon fine grazie alla prontezza delle due vittime: immediatamente hanno denunciato l’accaduto al servizio di sicurezza della metropolitana il cui intervento ha consentito un lieto fine, se così si può dire, alla vicenda.

Valerio Staffelli da tempo si occupa, insieme alla sua troupe, di denunciare e mettere a conoscenza i pendolari della metro di Milano, sulla presenza di borseggiatrici al suo interno. Attraverso moltissimi servizi, il nostro inviato ha mostrato come non ci sia alcuna zona di Milano nella quale questi soggetti non agiscano: che sia Montenapoleone, Duomo, Centrale o Lambrate, nessuna linea metropolitana milanese è al sicuro.


Grazie a precise tecniche collaudate, le borseggiatrici agiscono in maniera precisa e silenziosa per derubare i passeggeri e prendere possesso dei loro beni sfilandoglieli da tasche, zainetti e borse.
Le nostre “ragazze deterrenti” hanno aiutato Staffelli ad individuare le artefici di questi furti che, nel momento in cui venivano intercettate, non esitavano ad utilizzare atteggiamenti violenti.


Al momento, delle due donne responsabili, una è stata subito rilasciata poiché incinta.
Anche su questo punto Valerio Staffelli ha indagato: in un servizio andato in onda ad aprile del 2022 il nostro inviato spiegava come mai le borseggiatrici in stato di gravidanza non venissero mai arrestate.  
Nel 2016 la Procura di Milano ha divulgato due circolari che prescrivono a Polizia e Carabinieri di sospendere l’esecuzione della pena e lasciare in stato di libertà le persone che, nel momento del fermo, dovessero risultare in stato di gravidanza o con un figlio al di sotto di un anno. Intanto verrà inoltrato il verbale al magistrato che, solo successivamente, valuterà il da farsi.


Per cercare di arginare il problema sono entrate in campo anche associazioni di volontariato, tra cui i City Angels di Milano.