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Nessuna app: a Striscia la satira si fa con l’intelligenza artificiale

Nel corso della conferenza stampa di giovedì scorso, è stato presentato uno dei pezzi forti della nuova stagione di Striscia, un nuovo modo di fare satira 2.0, dove la tecnologia supporta la capacità autoriale.
Qualche giornalista però ha travisato e parlato di app nel suo pezzo, quando la realtà è molto più complessa.
Ma andiamo con ordine: il 21 settembre è apparso un articolo a firma di Luca Dondoni su “Il Secolo XIX” in cui si fa riferimento a questa nuova tecnologia; qui di seguito l’attacco dell’articolo.
“C’è da scommetterci, lunedì prossimo la nuova trovata di «Striscia la Notizia» che partirà con la 32ma edizione chiamata «La voce della Resilienza», farà scoppiare un putiferio. Grazie ad una applicazione di morphing facciale americana della quale si sta discutendo tantissimo in tutto il mondo (molto simile all’App «Face2Face» per intenderci), vedremo personaggi come Salvini, Di Maio, Grillo o Renzi dire cose che mai ci immagineremmo possano uscire dalle loro bocche. […]”
Oggi la nostra replica, sempre su “Il Secolo XIX”, per spiegare in modo approfondito di che cosa si tratta e confermare, ancora una volta, che non si tratta di un’app presente sul mercato.
“In merito all’articolo di Luca Dondoni dal titolo “Torna Striscia: il nuovo governo perfetto per la satira” (Il Secolo XIX del 21 settembre) è necessario precisare che Face2Face non è un’app, bensì il nome di un progetto (e conseguente software) sperimentale e di proprietà del settore ricerca dell’Università di Stanford. Ovviamente non è presente sul mercato. Ragionevolmente, sia il progetto Face2Face che il sistema implementato da Striscia sono basati sull’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico. Striscia non ha creato un software, bensì, sempre per usare l’inglese, ha ideato un workflow in cui converge il lavoro di professionisti della scrittura autoriale, della recitazione, della produzione di audiovisivi, della post-produzione e della matematica. A cercare bene, gli algoritmi utilizzati sono reperibili, ma sono stati riassemblati in modo tale che il risultato ottenuto da Striscia sia al momento unico e irripetibile al mondo.”