News

La fine delle finte spunte blu su Facebook sta arrivando?

La fine delle finte spunte blu su Facebook sta arrivando?

La fine delle finte spunte blu su Facebook sta arrivando?

 Mark Zuckerberg annuncia Meta Verified, un servizio a pagamento che consente di verificare gli account tramite un documento.

La spunta blu a pagamento, dopo Twitter, arriva anche su Facebook e Instagram. È stato lo stesso Mark Zuckerberg ad annunciare Meta Verified, abbonamento che costerà circa 12 dollari al mese. Il servizio consentirà di verificare l’account con un documento  in modo da garantire una maggiore sicurezza contro il furto d’identità sulle varie piattaforme. Le spunte blu su Facebook erano finite nel mirino di Striscia la notizia e di Marco Camisani Calzolari che aveva scovato una pericolosa falla nel regolamento del popolare social network. L’inviato ha infatti dimostrato che esistono pagine che, pur avendo la spunta blu, di verificato hanno ben poco.

Concentrandosi sulla policy che riguarda le pagine (non gli account personali), l’esperto di cultura digitale aveva denunciato il fatto che una volta ottenuta la spunta blu, Facebook permettesse di cambiare il nome della stessa pagina. Come si vede nel servizio, questo permette l’esistenza di un profilo verificato di Elon Musk che con Elon Musk non ha nulla a che fare. Il nuovo servizio a pagamento , che farà il suo debutto in Australia e Nuova Zelanda, sarà in grado di evitare incidenti simili?

Facebook segue le orme di Twitter Blue

Un nuovo inizio per Facebook e Instagram che sembrerebbero seguire le orme di Twitter. Il social network, dopo qualche momento di esitazione, nel 2022 ha annunciato Twitter Blue, la possibilità di ottenere la spunta blu a pagamento. Zuckerberg, quindi, ha deciso ufficialmente di abbattere uno dei suoi tabù più profondi, lui che aveva sempre difeso l’idea che Facebook dovesse essere gratuito grazie a  un modello di business fondato su inserzioni online.

Ultime News

tutte le news

Potrebbero interessarti anche...

vedi tutti
Primo caso di sequestro fake con la voce clonata del rapito

Primo caso di sequestro fake con la voce clonata del rapito

Marco Camisani Calzolari racconta uno sviluppo preoccupante delle nuove tecnologie che imitano la voce delle persone: negli Usa una madre ha ricevuto la telefonata di sua figlia piangente che diceva di essere stata rapita e che chiedeva aiuto. Il finto rapitore ha chiesto allora un milione di dollari. Per fortuna è stato possibile rintracciare la ragazza in poco tempo e accertarsi che stesse bene, ma il caso fa pensare su possibilità nuove per i criminali di tutto il mondo. Siamo pronti a ...