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Isola dei Famosi, Simone Barbato riapre il caso canna-gate

È passato più di un anno, ma le polemiche sul caso canna-gate non sembrano arrestarsi: dopo Eva Henger, è ora il turno di Simone Barbato, naufrago della scorsa edizione dell’Isola dei Famosi, che nel suo libro Canto d’Honduras racconta la sua avventura sull’Isola mettendo nero su bianco alcune dichiarazioni.

In un’intervista rilasciata al settimanale Nuovo, Barbato spiega che, nel corso di una delle prove, lui e Francesca Cipriani avevano salito la montagna per recuperare alcuni piatti di pasta al ragù da condividere con tutto il gruppo. Al loro ritorno però uno dei naufraghi non sembrava aver gradito il premio tanto quanto gli altri: Johnathan, essendo di religione ebraica, non poteva mangiare il ragù fatto con la carne di maiale. 

«Amareggiato, Jonathan ha affermato che la produzione non lo metteva in condizioni di condividere una gioia con il resto del gruppo», si legge. Per questo avrebbe inveito contro il cameraman: «Perché mi riprendi?».

La discussione è proseguita poi anche con il capoprogetto della produzione (Andrea Marchi, il cui contratto non è stato rinnovato per l'edizione dell'Isola ora in onda) per poi concludersi con una dichiarazione-bomba da parte di Kashanian: «Allora manda in onda questo! Gli operatori ci portano la marijuna! E voi siete antisemiti!».

Una dichiarazione dettata dalla fame o c’è dell’altro?
 
«Se lui ha usato quelle parole un motivo ci sarà - dichiara Barbato - quando uno dice qualcosa, specie in un momento di nervosismo, c’è sempre un fondamento di verità».


Se volete rinfrescarvi la memoria, qui trovate un riassunto del caso.