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La canzone di Achille Lauro "Rolls Royce" è un inno all'ecstasy

La canzone di Achille Lauro Rolls Royce è uno dei brani più trasmessi tra quelli presentati alla 69esima edizione del Festival di Sanremo. Il trapper ha un nutrito seguito di ragazzini tra i suoi fan che in queste ore si stanno riversando su YouTube e sulle piattaforme di streaming per ascoltare la canzone in gara all’Ariston.

Ma il direttore artistico Claudio Baglioni si è reso conto, quando l’ha scelta, che si tratta di un inno all’ecstasy?

Il simbolo della casa automobilistica, infatti, è chiamato anche "Spirit of Ecstasy" (Spirito dell'estasi) e rappresenta una figura femminile con le ali gonfiate dal vento. Il suo nome è così diventato il nome di una pasticca di ecstasy.

Da qui il dubbio: era in sé il direttore artistico quando ha dato il suo benestare?

Intanto, tramite Ansa, è arrivata la risposta di Achille Lauro: «Ogni giorno esce una cosa nuova, prima il plagio che non e' un plagio. Ora questo. Ma io non ho mai sentito parlare di questa cosa. Rolls Royce è la macchina, è lo status. Il pezzo parla di tutte icone mondiali: dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile».

Ma come, c’è un trapper che non sa (o finge di non sapere) certe cose? Achille Lauro, che si vanta di conoscere bene certi ambienti, non sa che Rolls Royce è uno dei nomi di più comuni per chiamare le pasticche di ecstasy?

Del resto basta una velocissima ricerca su internet per trovare l’immagine di decine di pastiglie di droga con impresso il marchio con la doppia erre. Ma Achille Lauro tutto questo non lo sa (o finge di non saperlo).
Evidentemente la droga fa male, anche alla memoria. E spesso provoca deliri di onnipotenza che ti fanno credere di poter prendere in giro il resto del mondo.

Perché, nella canzone che ha portato al Festival, oltre alla Rolls Royce ci sono pure Amy Winehouse, Jim Morrison e Jimi Hendrix: il trapper non conosce le loro vite (e le loro morti)? Si è dimenticato di aver scritto in Sono io Amleto (il libro autobiografico pubblicato da Rizzoli) un capitolo intitolato Confessioni di un pusher? Non ricorda di aver rilasciato un’intervista, La musica mi ha salvato dalla galera, In cui dichiarava, tra l’altro: «Nel mio quartiere, alla periferia di Roma, girava tantissima droga. Così iniziare a fumare marijuana, hashish o prendere droghe chimiche fu naturale. Lo facevano tutti, lo facevo anche io”. E ancora: “Entrai in contatto con famiglie criminali. Compravo chili di droga che facevo vendere a una squadra di spacciatori che avevo creato. Divenni ricco, avevo una bella vasca idromassaggio».

Uno che è stato pusher non sa quello che sa chiunque frequenti le discoteche? Forse, più banalmente, Achille Lauro non ha il coraggio di difendere quello che ha scritto. Alla luce di quanto rivelato da Striscia la notizia, anche il testo prende tutta un’altra piega.

Giudicate voi.
Sdraiato a terra come i Doors
Vestito bene via del Corso
Perdo la testa come Kevin
A ventisette come Amy
Rolls Royce
Si come Marilyn Monroe
Chitarra in perla Billie Joe
Suono per terra come Hendrix
Viva Las Vegas come Elvis
Oh Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
No non è vita è Rock’n Roll
No non è musica è un Mirò
È Axl Rose
Rolling Stones
No non è un drink è Paul Gascoigne
No non è amore è un sexy shop
Un sexy shop si si è un Van Gogh
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così 
Voglio una fine così
C’est la vie
Non è follia ma è solo vivere
Non sono stato me stesso mai
No non c’è niente da capire
Ferrari bianco si Miami Vice
Di noi che sarà 
Rolls Royce Rolls Royce
Di noi che sarà
Rolls Royce Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così
Voglio una fine così
C’est la vie
Amore mio sei il diavolo
Che torni ma
Solo per dare fuoco al mio cuore di carta
Dio ti prego salvaci da questi giorni
Tieni da parte un posto e segnati sti nomi
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce