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U-Mask, nuovi test effettuati: "La filtrazione è di poco superiore al 60%”

A Striscia la notizia nuovo appuntamento con l’inchiesta U-Mask, la mascherina amata dai vip in tutto il mondo, ma la cui vendita è stata vietata in Italia dal Ministero della Salute perché testata in un laboratorio abusivo.
Poche ore prima della decisione del Ministero, Moreno Morello era riuscito ad acquistare cinque campioni di Model 2 e li ha sottoposti a ulteriori analisi. In ognuna delle cinque ripetizioni dei test la mascherina ha raggiunto un coefficiente di filtrazione (BFE) di poco superiore al 60%, molto lontano dalla soglia minima del 95% imposta per legge per i dispositivi medici. I rischi per la salute sono quindi evidenti.
 
L’inviato di Striscia ha anche cercato di fare chiarezza sul misterioso BioLayer, il fantomatico strato che – secondo U-Mask – garantirebbe alla mascherina una durata di circa 200 ore. Ma sia la società che ha assemblato la Model 1 (BLS) sia l’Università di Bologna che ha testato la Model 2 hanno precisato di non essere mai venuti a conoscenza dell’occulta sostanza.
 
Il tg satirico di Antonio Ricci ha iniziato a occuparsi a dicembre 2020 della vicenda U-Mask, mascherina le cui prestazioni sono paragonate dall’azienda che la produce a quelle di dispositivi di protezione individuale (FFP2 o FFP3), ma che secondo i test di Striscia avrebbe in realtà una capacità di filtrazione sotto la soglia prevista per legge e inferiore anche a quella di una comune chirurgica da 50 centesimi.

Altroconsumo ha per il momento declinato l’invito di Striscia a un confronto tra i rispettivi laboratori che avevano effettuato test sulla filtrazione di U-Mask Model 2. Su U-Mask è tuttora in corso un’indagine della Procura di Milano ed è stata aperta un’istruttoria da parte dell’Antitrust.