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U-Mask, le mascherine dei vip testate da laboratorio abusivo: il parere dei Nas

Nuove notizie sul fronte dell’inchiesta sulle U-Mask, le mascherine tanto amate da vip e sportivi, che però - secondo quanto documentato dai test effettuati da Striscia - filtrerebbero meno dei dispositivi chirurgici da 50 centesimi.

Secondo i Carabinieri del Nas di Trento, infatti, le U-Mask risulterebbero come dispositivi medici sulla base di una certificazione rilasciata da un laboratorio di analisi “privo di autorizzazione sanitaria” e sottoscritta da un soggetto che non ha i titoli abilitativi richiesti, ossia la laurea.

Il riferimento è al laboratorio Clodia di Bolzano, che è stato posto sotto sequestro dai Nas dopo le segnalazioni di un’azienda concorrente, proprio mentre il nostro inviato Moreno Morello si recava lì per chiedere alcuni chiarimenti in merito ai risultati contrastanti ottenuti in altri laboratori e mostrati da Striscia.


I Nas di Trento avrebbero dunque scritto al Ministero della Salute affinché venga valutata la possibilità di sospendere la qualifica di dispositivi medici per le note mascherine, così diffuse tra i vip e gli sportivi.

Dai carabinieri del Nas di Trento arriva un’ulteriore conferma di quello che Striscia aveva già sostenuto: il direttore del laboratorio di Bolzano che ha certificato le mascherine non è laureato.

Dubbi sul titolo di studio di Roberto Marchetti, responsabile del laboratorio di analisi Clodia, erano stati sollevati da alcuni segnalatori che avevano scritto a Striscia chiedendo di indagare.


Intanto sulla vicenda, secondo quanto riportato dall’Ansa, sarebbe stata aperta un’indagine da parte della Procura di Bolzano per l’assenza di autorizzazioni del laboratorio e per esercizio abusivo della professione.

A Milano, inoltre, sarebbe in corso un’altra inchiesta nella quale sarebbe indagato per frode nell’esercizio del commercio l’amministratore della filiale italiana della società. I pm milanesi avrebbero affidato a un esperto il compito di analizzare non solo le U-Mask, di cui sarebbero stati sequestrati una quindicina di campioni, ma anche quelle dell’azienda concorrente che aveva fatto l’esposto da cui è partita l’inchiesta.
Sarebbero stati acquisiti inoltre anche i dati diffusi da Altroconsumo.

Nei giorni scorsi l’Antitrust aveva anche annunciato di aver avviato un'istruttoria contro la promozione e vendita delle U-Mask.