News

Mascherine U-Mask, tutte le informazioni equivoche che la start-up ha fornito ai suoi clienti

"La mascherina prometteva protezioni paragonabili a FFP2 e FFP3, ora come per magia queste diciture sul sito sono sparite. La spedirò indietro”.

Questo è solo un esempio dei tanti commenti postati sui profili social di U-Mask da clienti che, pensando di acquistare – a 35 euro – un dispositivo di protezione individuale, si sono ritrovati tra le mani una mascherina che filtrerebbe addirittura meno di una comune chirurgica da 50 centesimi. E che ora, dopo le analisi di diversi laboratori mostrate da Striscia la notizia e sulla scia dell’inchiesta aperta su U-Mask dalla Procura di Milano, pretendono spiegazioni.


Nel servizio in onda questa sera, il tg satirico analizzerà le informazioni che la startup avrebbe fornito ai suoi ribattezzati U-Maskers. Moreno Morello mostrerà non solo che sul sito di U-Mask comparivano documenti che portavano il cliente a pensare di avere una protezione paragonabile a quella di una mascherina FFP2 o FFP3, ma farà vedere anche le mail in cui lo staff stesso di U-Mask confermava questo paragone ai consumatori più dubbiosi.

E ancora: poco prima della messa in onda del servizio di lunedì scorso (vedi servizio), U-Mask ha inviato una comunicazione ai suoi clienti dichiarando che “Il Ministero della Salute, preso atto della documentazione e delle prove tecniche effettuate sulla mascherina, ne ha disposto l’approvazione”. Peccato che sia proprio il sito del Ministero a smentirli: “La pubblicazione dei dati non configura alcuna forma di approvazione da parte del Ministero della Salute”. Procedura confermata anche da Renato Carraro, consulente impiegato proprio da U-Mask: "La registrazione sul sito del Ministero non è validazione di alcunché. È solo un registro pubblico".

Sulla questione della “validazione del Ministero”, oltretutto, c’è un retroscena davvero bizzarro: al 28 marzo 2020 U-Mask risulta già registrata sul sito del Ministero, eppure i test sulla respirabilità prodotti dall’azienda sono datati 14 aprile 2020, quelli sulla pulizia microbica il 12 giugno 2020 e la valutazione biologica il 13 giugno 2020. Insomma, al Ministero avrebbero dovuto essere dei veggenti per “valutare” a marzo dei test che si sarebbero svolti nei mesi successivi!

In attesa di ulteriori approfondimenti, Striscia la notizia e Moreno Morello continueranno a indagare sulla qualità delle mascherine vendute in Italia.