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Canone Rai, pure i partiti politici non cacciano un euro

Canone Rai, pure i partiti politici non cacciano un euro

Canone Rai, pure i partiti politici non cacciano un euro

Stasera a “Rai Scoglio 24” (la rubrica di Striscia la notizia dedicata agli sprechi Rai) Pinuccio torna a occuparsi del canone Rai che il nuovo ad Carlo Fuortes vorrebbe far pagare anche a chi guarda la tv su telefonini e tablet.

L’inviato di Striscia, che già nella puntata del 21 ottobre aveva consigliato di riscuotere il canone dai big, ovvero da quelle aziende con fatturati di miliardi e miliardi di euro che non lo pagano, oggi accende i riflettori sui partiti.

«Per quel che ne sappiamo nei partiti politici o movimenti non vi è traccia n di accordi né di pagamenti da parte delle segreterie nazionali per questo riconoscimento di canone speciale», dice Bruno Maizzi, vice presidente Nazionale del Movimento Consumatori. «Del resto c’è qualche piccola sede di partito, magari dislocata nei paesini, che il canone lo paga. Così come è prassi in Italia, pagano solo i piccoli esercizi di vicinato e chi si prodiga per il prossimo, come nel caso di associazioni di volontariato e case famiglia».

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