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Dormire poco e male danneggia la salute e l'economia

Il giovane Consulente Scientifico di Striscia, Eric Barbizzi, dopo aver riferito di avere solo 14 anni e calcolato che nel 2050 ne avrà 46, per cui ha tutto il diritto di essere preoccupato per le sorti del pianeta e di dire la sua, dal momento che gli adulti non sembrano badarci molto, concentra la sua attenzione su un tema di interesse universale: il sonno.

Infatti, se secondo un noto proverbio “chi dorme non piglia pesci”, di sicuro, però, vive meglio, più a lungo e pare guadagni anche di più, come si evincerebbe da uno studio scientifico di cui parla un articolo dal titolo “Non dormire ci costa miliardi: uno studio spiega le conseguenze economiche della stanchezza”, disponibile su vari siti internet.

Per molti dormire è una perdita di tempo, ma è una convinzione molto pericolosa, più di quanto si possa immaginare, poiché pare che dormire per poche ore per diversi giorni di seguito possa arrecare dei gravi danni al cervello (“Poche ore di sonno per cinque giorni causano danni al cervello. La scoperta di due ricercatrici italiane: cinque giorni senza il corretto quantitativo di sonno possono provocare danni strutturali a carico delle fibre nervose”, articolo tratto dal giornale on-line “Today” del 21 febbraio 2018).

Il sonno, infatti, è un momento fondamentale per tutti i processi rigenerativi umani, che rischiano di non avvenire adeguatamente se si dorme meno delle ore necessarie, che, a quanto pare, dall’adolescenza fino alla terza età non dovrebbero scendere al di sotto delle sette giornaliere. Gli effetti negativi del dormire troppo poco sono talmente tanti che è praticamente impossibile non elencarli tutti. Per esempio, chi dorme sei ore o meno va incontro a un aumento del 200% delle possibilità di avere un infarto o un ictus.

Per di più, ha un livello di testosterone di una persona di dieci anni più vecchia. Inoltre, informa Barbizzi, se una sola notte si dorme meno di cinque ore, si verifica nell’organismo una drastica riduzione delle cellule antitumorali NK. Pare anche che solo una notte di sonno persa faccia aumentare il rischio di sviluppare il diabete (“Diabete, anche solo una notte di sonno persa fa aumentare il rischio. Secondo una ricerca giapponese su topi la privazione di sonno provoca cambiamenti nel fegato e nella risposta all’insulina”, articolo tratto dalla versione on-line del “Corriere della Sera” del 16 settembre 2018).

Ma soprattutto, come ha ricordato a “Superquark” (Rai Uno) il professore emerito di Neurofisiologia dell’Università degli Studi di Torino Piergiorgio Strata, il cervello produce ogni giorno dieci grammi di proteine. Queste vengono spezzettate e i frammenti devono essere eliminati. L’operazione di pulizia avviene nell’arco delle 24 ore, ma nel corso del sonno raddoppia. Se non si dorme, le scorie proteiche che non vengono correttamente smaltite sono causa di malattie neurodegenerative, compreso il morbo di Alzheimer. La vera novità, però, spiega il Consulente Scientifico di Striscia, è un’altra: recenti ricerche anche italiane hanno evidenziato che dormire troppo poco non ha solo effetti negativi sulla salute, ma a lungo andare anche sui redditi delle persone, che sono meno produttive, fanno maggiori assenze al lavoro e, come risultato finale, guadagnano di meno (Fabrizio Mazzonna University of Lugano – Università della Svizzera Italiana).

Le perdite sono così consistenti da incidere direttamente sul PIL (Prodotto Interno Lordo), che può ridursi fino a tre punti percentuali, arrecando perdite considerevoli: 50 miliardi di dollari nel Regno Unito, 60 miliardi di dollari in Germania, 138 miliardi di dollari in Giappone, 411 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Purtroppo, nella società in cui viviamo dormire sette ore per notte può diventare un’impresa. Un altro studio, però, ha evidenziato un modo per limitare le conseguenze della riduzione del sonno. Infatti, chi dorme cinque o meno ore nei giorni feriali, ma recupera il sonno perso dormendo otto o più ore il sabato e la domenica, non presenta un maggiore rischio di mortalità precoce (“Poche ore di sonno nei giorni feriali? Si può recuperare nel weekend. Secondo un nuovo studio svedese, il rischio di morte prematura associato al dormire poco è bilanciato dai sonnellini del fine settimana”, articolo tratto dalla versione online de “la Repubblica” del 25 maggio 2018).