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Offerta troppo bassa per il funerale: scatta la rissa tra il sacerdote e il fedele

Arriva da Aversa la notizia di una rissa svoltasi tra il sacerdote della chiesa della Madonna di Casaluce, in via Roma, e un fedele. Gli schiaffi, ripresi dalle telecamere di un esercizio commerciale nelle vicinanze, sarebbero scaturiti da un’offerta ritenuta troppo bassa per la celebrazione di un funerale: il familiare del defunto avrebbe consegnato 25 euro per la funzione.
Sull’episodio è intervenuto anche Don Francesco Riccio, direttore dell’ufficio comunicazioni della Diocesi di Aversa che in una intervista rilasciata a fanpage.it, ha spiegato come il Vescovo si sia subito sincerato delle condizioni dell’uomo, avendo la premura di scusarsi con i familiari della persona coinvolta e aggiungendo che: “Da quel che attualmente sappiamo la discussione sarebbe nata da un malinteso sull’offerta: il sacerdote avrebbe detto che qualcuno lascia di più e da qui sarebbe nato un battibecco, apparentemente finito lì; successivamente i due si sarebbero incontrati per strada casualmente e si sarebbe riacceso il diverbio, sfociato in quello che si vede nel video - continua - Siamo fiduciosi che la questione verrà ricostruita, provvederemo a capire anche la versione del sacerdote e sicuramente il vescovo, una volta chiarita la faccenda, valuterà eventuali provvedimenti”.

Sulle offerte per le diverse funzioni da svolgere in chiesa, nel corso del tempo, sono arrivate moltissime segnalazioni alla redazione di Striscia la Notizia. Sembrerebbe infatti che, molte volte, diversi fedeli si siano ritrovati nella condizione di non poter lasciare un contributo libero alla chiesa scelta per la funzione del matrimonio. Questo nonostante Papa Francesco abbia più volte ripetuto, nel corso del suo mandato, la necessità di non considerare la Chiesa come un luogo nel quale svolgere affari.
In particolare, l’inviato Luca Abete in una serie di servizi riguardanti la situazione in diverse chiese del napoletano, aveva messo in luce come le libere offerte non risultavano essere per niente libere. Attraverso l’aiuto di un’attrice, munita di telecamera nascosta, il Tg satirico di Antonio Ricci aveva documentato come, in moltissimi luoghi di culto, per un matrimonio poteva essere chiesto un contributo fino a 1000 euro.
In alcune chiese, nel prezzo, erano obbligatoriamente inseriti anche fiori, tappeto e fotografo, senza possibilità di far scegliere alla famiglia il fioraio o portare un fotografo da fuori.
La maggior parte delle donazioni doveva avvenire in contanti o, per le chiese più all’avanguardia, attraverso bollettini postali. L’unica cosa certa è che queste spese erano tassativamente senza ricevuta.


Il nostro inviato aveva dunque deciso di parlare con Don Aldo Scatola, vicario episcopale per il clero della Diocesi di Napoli, il quale aveva sottolineato come nessun listino prezzi era stato diramato dalla Diocesi e che la libertà nello scegliere quanti soldi donare per le diverse funzioni, rimane un cardine dell’ordinamento cattolico.