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Coronavirus e fake news, le bufale diventate virali su WhatsApp e social

Da quando il paziente 1 è risultato positivo al tampone e il Coronavirus è ufficialmente arrivato in Italia, l’argomento è diventato virale ancora più del virus stesso.
In rete si sono moltiplicati gli articoli sul Covid-19, con informazioni troppo spesso approssimative, se non addirittura false.

Se i contatti umani rappresentano il principale mezzo di diffusione del Coronavirus, quelli virtuali lo sono per paura e irrazionalità.

Social e chat, infatti, sono il contesto ideale per la proliferazione di fake news, in cui è sempre più facile imbattersi e dalle quali è spesso difficile difendersi. Uno sguardo critico, infatti, non è sempre semplice da mantenere in una situazione che mette a dura prova i nervi.

Ma mai come ora dovrebbe valere il motto che Striscia da sempre ha fatto suo: “Dubitate, gente, dubitate!”. Specie se le notizie non arrivano da fonti ufficiali e verificate.

Ecco alcune delle bufale che più stanno girando negli ultimi giorni a proposito del Covid-19.
 

La bufala del vaccino australiano disponibile solo in Svizzera



Questa è forse una delle fake news più semplici da smascherare, anche solo per come si è diffusa ed è stata scritta.

Si tratta di un volantino in sui si sostiene che il vaccino per il Coronavirus già esista e che sia già stato ottenuto dalla Svizzera. La bufala è stata subito smentita soprattutto per gli evidenti errori grammaticali.

A diffonderla è stato un cittadino trevigiano che ha tappezzato la zona di Vittorio Veneto di volantini in cui sosteneva di poter vendere il vaccino. Secondo il giornale locale, il Quotidiano del Piave, l'uomo sarebbe già stato fermato dalla Polizia Locale.
 

La bufala sull’imminente delibera del biocontenimento


Un’altra foto che sta circolando parecchio su Whatsapp è quella che riporta un testo apparentemente attribuito alla Protezione Civile. Quest’ultima sosterrebbe che, se l’epidemia non sarà contenuta entro il 15 marzo, scatterà il biocontenimento BSL-4, che prevederebbe misure ancora più stringenti. Anche questa è una notizia assolutamente falsa.

Prima di tutto, per verificare questa notizia, è sufficiente andare sul sito della Protezione civile e vedere con c’è traccia di annunci simili.

In secondo luogo, l’unica disposizione ufficiale è quella annunciata ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha esteso le misure già applicate sulla Lombardia e altre 14 province anche al resto d’Italia. Quasiasi altra direttiva che non risulti sui siti ufficiali governativi non è attendibile.
 

La bufala delle bevande calde che uccidono il virus


Anche questa fake news si è diffusa soprattutto su WhatsApp e attraverso il passaparola. Un fantomatico ricercatore di Shenzhen, trasferitosi a Wuhan, avrebbe infatti dato una serie di informazioni e raccomandazioni assolutamente false.

Tra queste quella secondo cui le bevande calde ucciderebbero il virus, mentre quelle fredde faciliterebbero la sua diffusione.

Il testo è stato condiviso da diverse pagine Facebook e anche da alcuni siti di informazione ma è stato ormai ampiamente smentito da altrettante testate (tra cui Open e Il Post), ma soprattutto dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità che sul suo sito ha creato una serie di immagini per chiarire alcuni concetti.
 

La bufala dei consigli dei medici di Taiwan


Anche in questo caso la fonte primaria della notizia non è rivelata, si parla di fantomatici medici di Taiwan che in altre versioni circolate in rete diventano medici giapponesi. Qualunque sia la loro provenienza, il contenuto delle loro indicazioni è assolutamente falso, perché privo di fondamenti scientifici.

Nel testo che girato su social e chat si legge infatti di una descrizione cronologica dei tempi e delle conseguenze del virus per l’organismo che non sono state dimostrate.

Non solo. Vengono dati consigli grossolani e dalla base poco empirica quali: fare gargarismi, tenere la bocca e la gola sempre umidi e di bere ogni 15 minuti per far scivolare via il virus nell’esofago e nello stomaco. Così come viene proposto un test fai-da-te per capire se ci sono sintomi di contagio. Ancora una volta: tutto questo è falso.
 
Le uniche notizie verificate sono quelle che arrivano dalle fonti ufficiali e che si possono trovare direttamente sul sito del Ministero della Salute o dell’OMS o ancora – per quanto riguarda l’Italia ed eventuali aggiornamenti sui numeri del contagio e le disposizioni – quello della Protezione Civile.

Intanto, per stemperare la tensione, ecco alcuni dei meme più divertenti che sono circolati in rete nelle ultime ore.